Questo popolare gioco riprende l’appuntamento dell’aia contadina nei giorni delle feste pasquali, quando l’uovo aveva un forte valore economico e di scambio. Ancora oggi, la mattina di Pasqua e il lunedì dell’Angelo, nella piazza centrale di Urbania e presso il Santuario di Battaglia (a 3 km. dal centro), partecipano a questo gioco tradizionale, oltre agli anziani anche numerosi giovani e turisti.
Alcuni volenterosi organizzano la gara preparando centinaia di uova sode che trasportano sulla piazza con canestri di vimini. I concorrenti, dai 15 ai 20, pagano una piccola quota agli organizzatori e poi si dispongono in cerchio.
Le uova vengono sistemate a terra con un disegno a forma di “S”, in numero doppio rispetto ai partecipanti (2 per ciascuno per 2 giri). Segue la “conta” per stabilire chi inizia il gioco: il fortunato sceglie il primo uovo a destra o a sinistra della fila, valutandone attentamente la consistenza (per battere si usa la punta dell’uovo). Gli altri concorrenti debbono poi, obbligatoriamente, prendere il loro uovo seguendo il lato della fila del primo uovo scelto.
Inizia così la gara, girando in senso antiorario: vince chi, nel confronto, riesce a mantenere il suo uovo intatto battendolo contro quello del vicino.
Il giocatore continua così finché il suo uovo resiste, intascando tutti quelli che riesce a rompere: il gioco viene poi proseguito dal successivo concorrente e così via per i 2 giri.
Alla fine, alcuni concorrenti rifanno il gioco battendo la parte dietro e intatta dell’uovo, appunto il “cul”.
Nel settembre 2008 il gioco "Punta e Cul" è stato invitato al Tocatì di Verona (con sedici regioni italiane e la presenza della Scozia come nazione ospite), riportando un grande successo.
Per informazioni:
Pro Loco Casteldurante 0722 317211 - Ufficio Turismo e Cultura Tel. 0722 313140
Addetti al gioco Luciano ed Elvira Guidi Tel. 0722 318160 e Giuseppe Baldelli Tel. 389 0725233
Feste Popolari – Urbania, la sfida è in piazza
“Punta e cul” per dire…uovo
(da un articolo giornalistico di Mario Criscillo)
“Punta e cul”. Detto così potrebbe accendere la fantasia e stimolare l’immaginazione di giochi erotici perversi. Ma quell’espressione, a Urbania, ha precisi riferimenti storici, collegati ad un’antica tradizione popolare che si svolge nel periodo pasquale ed ogni anno si rinnova. “Punta e cul” sono appunto le parti dell’uovo, simbolo pasquale per eccellenza che, nelle giornate di Pasqua e di Pasquetta, diventano protagoniste di un gioco-sfida che affonda le su radici nella civiltà contadina locale. La gara, una sorta di duello rusticano, si chiama “punta e cul”, forse perché anche in quei lontanissimi tempi giocavano con i nomi, o molto più semplicemente perché era il sistema più immediato ed efficace, da bravi anticipatori del linguaggio pubblicitario, per dare un’immagine icastica e d’effetto alla sfida, ma in realtà l’unico protagonista è la punta dell’uovo, novello Excalibur dei poveri, che deve rimanere intatto scontrandosi con quella delle uova degli sfidanti. Infatti la gara consiste nel portare con sé in piazza, nella mattina di Pasqua e nel lunedì di Pasquetta, un uovo sodo e, con questo, sfidare gli altri convenuti. Dopo essersi messi in cerchio, viene sorteggiato il primo sfidante che deve colpire con la punta del suo uovo quella di un altro. L’uovo rotto viene acquisito dal proprietario di quello che rimane intatto e così fino alla fine, finché cioè nel…campo di battaglia non rimane che il vincitore, l’eroe imbattuto, quello che le ha rotte a tutti gli altri.