Il barometro delle cipolle
Dodici veli di cipolla per conoscere che tempo farà (quasi senza errori) nei vari mesi dell'anno.
Emanuela Forlini, insegnante elementare di Urbania, dal 1995 prosegue la tradizione tramandatale dal padre e dal nonno. La lettura delle cipolle è infatti un’antica usanza contadina urbaniese, rinverdita dall’avvocato Anselmo Forlini, padre di Emanuela.
L'origine del pronostico sembra perdersi nella notte dei tempi, addirittura ai secoli del basso Medioevo quando era di vitale importanza prevedere l’andamento climatico per un buon raccolto.
Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, detta di San Paolo dei segni, dodici spicchi di cipolla bianca cosparsi di sale vengono esposti su un’assicella all’aperto, rivolti ad oriente.
Ogni spicchio rappresenta un mese e, combinando tale metodo con quello dei “giorni conterecci” - secondo il quale le condizioni meteorologiche dei mesi dell’anno vengono anticipate nei primi 24 giorni di gennaio - la signora Emanuela è in grado di pronosticare le diverse situazioni climatiche per tutto l’anno.
La previsione è oggetto di curioso interesse, non solo da parte degli abitanti di Urbania e della provincia, ma anche di giornalisti e studiosi.
Una studentessa di Fossombrone, della facoltà di Antropologia sociale all’Università di Bologna, ne ha fatto oggetto della sua tesi di laurea.
Ogni anno, la notte del 24 gennaio, ad Urbania si rinnova l’antica tradizione
Tempo da lupi? No, da cipolle! …parola di Emanuela Forlini
Non sapete quando prenotare le vacanze? Non avete il cellulare di un colonnello dell’aeronautica? Niente paura: basta cercare una cipolla…e andare a Urbania, nel nord delle Marche.
Qui troverete una tradizione divinatoria diffusa nelle campagne marchigiane fin dal Medioevo.
Da sempre chi coltiva la terra vuol conoscere in anticipo le condizioni meteorologiche e ha creato rituali propiziatori; prevedere il futuro per pararne i colpi e darsi un margine di sicurezza.
Nelle Marche i contadini, sin dall’antichità, prevedevano il tempo con la pianta da orto più coltivata in Italia: la cipolla. “Stella dei poveri, fata madrina avvolta in delicata carta”, Pablo Neruda le ha perfino dedicato una poesia. Ma come si può interrogare la cipolla? Oggi c’è ancora chi ne conosce l’antica lingua e soddisfa l’interesse attuale per il “barometro delle cipolle”.
Emanuela Forlini, insegnante di Urbania, l’antica Casteldurante a pochi chilometri da Urbino, ogni anno ripete il rituale della lettura delle cipolle per conoscere “l’andata meteorologica dell’anno”.
La Forlini narra anche di documenti che testimoniano di una battaglia persa da Federico da Montefeltro, duca di Urbino, reo di non aver creduto al responso delle cipolle!
Emanuela ci fa vedere gli spicchi di cipolla. Alcuni mostrano il sale da cucina ancora solido come la sera precedente: indizio di tempo secco; nella cavità di altri spicchi invece il sale si è sciolto, indicando piovosità. Nella lettura del comportamento del sale sta il segreto delle cipolle, facendo molta attenzione all’intensità del colore del sale e del velo di cipolla, così come al livello di umidità.
Emanuela ha imparato dal nonno Domenico e dal padre Anselmo mentre, all’inizio dell’anno, si impegnavano in una strana cerimonia con una semplice cipolla e annunciando poi che tempo avrebbe fatto nei mesi successivi. Erano diverse le persone che si dedicavano al rituale, frutto della fusione tra credenze primitive e spirito religioso cristiano. Adesso è rimasta solo lei. “Non si tratta di una stregoneria o di una sciocca superstizione! E’ un sistema dalle origini antichissime, legate alla campagna. Mio nonno era abituato da sempre a utilizzare le cipolle per prevedere il tempo, e il babbo, che era un avvocato colto e intelligente, riteneva doveroso continuare l’antica usanza. Morto anche mio padre nel 1994, io ho voluto mantenere in vita questa sapiente tradizione”.
La Forlini fornisce volentieri ogni spiegazione: “Chiarisco che la previsione, per essere attendibile, deve avvenire in tre fasi. Si comincia il 1° gennaio e si finisce il 12, prendendo nota ogni giorno del tempo che fa. Sono i cosìdetti “giorni conterecci”: a ciascun giorno corrisponde un mese dell’anno; per esempio se il 2 gennaio piove, possiamo ritenere che febbraio -2 sta per secondo mese dell’anno- sarà molto umido; se il 5 ci sarà il sole, avremo un maggio caldo e sereno, e così via. Per essere più sicuri, dal giorno seguente in poi si fa la stessa cosa a ritroso, assegnando dicembre al 13 gennaio, novembre al 14, ottobre al 15 e avanti così. In caso di discordanza, il tempo sarà probabilmente variabile.
Poi arriva la prova della cipolla, la terza fase che toglierà ogni incertezza”. Finalmente ci siamo. “E’ sufficiente procurarsi un normale ortaggio, tagliarlo in dodici spicchi, “sfogliarli” e prendere una parte di ogni spicchio. Metto queste foglie su una tavoletta di legno, sei sopra e sei sotto, e le cospargo di sale. Quindi porto l’assicella all’aperto, verso oriente, e resterà lì per tutta la notte tra il 24 e il 25 gennaio. E’ la data in cui si festeggia la conversione di San Paolo, scelta un tempo dai contadini per la sua atmosfera un po’ magica”.
E proprio la magia di questa notte, detta di San Paolo dei segni, che valorizza l’antico rito.
“Al mattino, con molta attenzione, passo alla lettura: se il sale si è sciolto su un pezzo di cipolla il mese corrispondente sarà ricco di pioggia; se invece non si è sciolto, avremo siccità, con tutte le varianti intermedie”. Il confronto delle tre prove dovrebbe garantire un responso preciso.
Emanuela Forlini è diventata molto esperta e la gente le telefona per sapere le previsioni e avere consigli: se è meglio sposarsi in un periodo oppure in un altro, quando è meglio partire per un viaggio, quando è meglio seminare. “Si fidano molto. Il limite di queste previsioni è che valgono per un’area ristretta; ci vorrebbero tanti collaboratori in tutta Italia, ciascuno con la propria cipolla, e compilare un pronostico a livello nazionale” . E l’affidabilità? Si parla del 70-80% riferendosi ad alcuni anni, mentre per il 1998, ad esempio, c’è stato un vero en-plain: 12 mesi su 12. Attenderemo anche noi il 31 dicembre per sedare lo scetticismo; si fa presto a verificare: basta aspettare la fine dell’anno!
Note:
-La cipolla è originaria delle zone montane della Turchia, dell’Iran, dell’India; è conosciuta fin dal 3200 a.C.,
gli Egiziani la raffiguravano nelle loro tombe.
-San Paolo: colui che insieme a Pietro ha portato il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo. Dopo la Vergine, sono proprio S.Pietro e S.Paolo i santi più ricordati dalla Chiesa. Oltre alla festa del 29 giugno (forse la “cristianizzazione” di una celebrazione pagana che esaltava la figura di Romolo e Remo, i mitici fondatori di Roma), ci sono le ricorrenze del 25 gennaio (conversione di S.Paolo), del 22 febbraio (cattedra di S.Pietro) e del 18 novembre (dedicazione delle basiliche di S.Pietro e S.Paolo).
Appunto alla ricorrenza del 25 gennaio (conversione di San Paolo, San Paolo dei segni), si riferisce nell’epoca cristiana la notte della tradizione delle cipolle.
(schede e note estratti da due articoli giornalistici di Catia Ventura e di Tommaso Vitali Rosati)




