Teatro Bramante Urbania

AMAT


Pubblicazioni sul Teatro Bramante


Dialettando:
Rassegna estiva di teatro amatoriale (3^ edizione, luglio ‘08). Compagnie dialettali locali si esibiscono nel cortile di Palazzo Ducale o nel Teatro

Il Teatro Bramante


Il teatro di Urbania, a tre ordini di palchi con loggione, è uno dei gioielli delle Marche: venne realizzato sulle basi di un’antica fortezza trecentesca. Nel 1855, grazie all’Accademia Teatrale costituita da cittadini facoltosi, si iniziò la nuova fabbrica, su progetto dell’architetto Ercole Salmi.

Poco dopo l’Unità d’Italia, con il Trovatore di Giuseppe Verdi, nel 1864, fu inaugurato il nuovo teatro che si volle intitolare all’illustre concittadino Donato Bramante. Il faentino Romolo Liverani, di sensibilità romantica, dipinse le scene delle quinte e il sipario con la veduta di piazza San Cristoforo. Il pittore Lancisi da Sant’Arcangelo realizzò i medaglioni nel soffitto che riportano i quattro elementi (aria, terra, acqua e fuoco) rivissuti attraverso un’elegante mitologia. Il pesarese Pietro Gai modellò i busti di Donato Bramante e di quel Girolamo Crescentini che con la sua voce deliziò le platee dell’Europa napoleonica. Sempre del Gai sono i fregi dorati attorno ai medaglioni, raffiguranti personaggi del Rinascimento e del Risorgimento collegati alla storia della città: Francesco Maria II Della Rovere, Bramante, Raffaello, Girolamo Crescentini, Filippo Ugolini, Rossini e Verdi.

Fino agli inizi degli anni ’80 del ‘900, il Teatro ha rappresentato per Urbania il centro della vita culturale, musicale e sociale . Infatti oltre agli spettacoli, si tenevano veglie danzanti (capodanno, veglia bianca, veglioni), celebrazioni ufficiali, convegni, recite delle scuole e di associazioni.
Il Bramante è stato per tanti anni l’unico cinema della città, molto frequentato da ogni tipo di pubblico.
A fine 1984 il teatro è stato chiuso per il restauro. Ha riaperto il 19 maggio 2001, con una stagione ricca di appuntamenti e riappropriandosi così della sua importante funzione culturale e civile.

Il Calendario della stagione teatrale - Biglietteria online: www.geticket.it

Comune di Urbania - Assessorato alla Cultura, Segreteria teatro e botteghino: Francesca Sabetta tel. 0722 317929
Per visite di gruppi: Associazione “il Palchettone” 338 4460340 - Ufficio Turismo: tel. 0722 313140

Circuito spettacoli TSM - Teatro Stabile delle Marche tel. 0721 830145 (sede di Fano) - www.stabilemarche.it


Le Associazioni teatrali in Urbania

Associazione teatrale “il Palchettone” Nasce nell'ottobre del 1982 e subito si afferma per la qualità delle proposte nell'ambito del teatro classico, tradizionale e dialettale, coinvolgendo molti giovani attori della cittadina.
Ogni anno presenta uno spettacolo estivo diventato ormai un seguìto appuntamento. Ha partecipato a rassegne teatrali a livello regionale e nazionale, fra cui nel 2008 al Festival delle Regioni a Bolzano e a MiIano su invito del Teatro Ariberto.
www.ilpalchettone.org - info@ilpalchettone.org - Referente: Anna Maria Leonardi 338 4460340

Artealtro Associazione culturale creata nel 1998 con lo scopo di difendere l'arte contemporanea in tutte le sue forme.
Organizza laboratori di propedeutica teatrale e teatro in terapia, seminari, rassegne di altra musica e produce uno spettacolo teatrale destinato alla circuitazione www.artealtro.net - info@artealtro.net

G.Art (Giovani Artisti) Nasce nel 2003 come gruppo di giovani presso l’Oratorio di Urbania con lo scopo di coltivare la passione per la recitazione, il canto, il ballo. Realizza spettacoli comici e musicals esibendosi prevalentemente presso il cinema-teatro Lux ma anche in teatri di altri Comuni. www.gart4u.it - Referente: Federico Violini 3472560705


Scheda tecnica e ulteriori approfondimenti

 

Dimensioni:
Lunghezza m 35,50
Larghezza m 18,70
Superficie totale mq 640
Superficie platea mq 100
Superficie palcoscenico mq 162
Dimensioni boccascena m 8,10 x 6,00

Capienza:
(44 palchi e loggione)
Platea 105
Palchi 190
Loggione 38
Posti totali: 333

Apparato scenografico e scenotecnico:
Sipario storico con riproduzione del teatro e della Porta Albani,
4 sipari fondali e 24 quinte per 4 ambientazioni (bosco, città, palazzo, marina)
Sipario di esercizio in velluto, sipario fondale, 6 quinte e 3 celetti di tipo neutro (nero) per uso generico, 2 americane con 24 riflettori, 6 riflettori laterali di boccascena e 1 fondo di sala.


Una bella storia
Scheda tratta dalla pubblicazione: “Bentornato Teatro Bramante” edita per la riapertura del Teatro a Urbania il 19.05.2001, a cura di Anna Maria Leonardi e Feliciano Paoli.

Il Teatro di Urbania è uno dei 113 teatri nelle Marche censiti nel 1868, dei quali solo una settantina ha mantenuto la sua funzione originaria.
Già nel 1488, in occasione delle nozze ducali tra Elisabetta Gonzaga e Guidobaldo I, i durantini si esibirono nella corte del Palazzo Ducale attrezzata a teatro.
Dai locali del Duca al teatro Bramante passano alcuni secoli, nei quali la voglia di teatro degli urbaniesi si manifesta prima edificando un luogo per recitare in Via delle mura, poi, quando questo risulterà insufficiente, nascerà il nuovo teatro, inaugurato nel 1864 con il Trovatore di Verdi.
La civiltà teatrale sviluppatasi nell’800 è legata alle migliorate condizioni economiche; le rappresentazioni seguono le stagioni del commercio scandite da fiere, feste patronali, carnevali e solennità. Si registrano spettacoli popolari con opere in musica e prosa, burattinai e illusionisti.
Il Bramante diventa il simbolo della distinzione tra ceti sociali e tra città e campagna, una divisione che presto tenderà ad annullarsi nella integrazione in feste, veglioni e spettacoli.
Il teatro ha partecipato a tutte le vicende liete e tristi della città; nel bombardamento del 1944 ha ricevuto ferite; quindi ha ospitato attori, politici e religiosi, ha visto nascere amori duraturi e divertirsi intere generazioni.
Con l’arrivo del cinematografo dai primi anni del ‘900, ha aperto le sue porte a strati sociali finora esclusi. Il cinema è stato fonte di divertimento e di cultura, attirando un pubblico entusiasta che partecipa alle emozioni che arrivano dal magico schermo. Molti ricordano che gli spettacoli erano soggetti al giudizio ecclesiastico cittadino con relative avvertenze affisse nell’atrio della Cattedrale. Vi si leggeva: per tutti, per adulti, adulti con riserva, sconsigliabile, escluso.
Dalla fine degli anni ’50 fino ai primi anni ’80 del ‘900 il cinema proiettato nel teatro è servito anche per intrattenimenti romantici, nell’intimità dei palchi e nel buio della sala. Il teatro Bramante fu anche il fulcro della vita mondana: i veglioni erano occasioni di divertimento, di audaci incontri, di sfarzo, di sogni. Ognuno ha un ricordo, un aneddoto, una curiosità legata a quegli anni.
Nel panorama del ‘900, ritornano alla mente i personaggi legati alle sue vicende: Tancredi Pierini, Franco Uguccioni e il suo entusiasmo, Claudio Pollastrini, Serafina Ranocchi, Giulietta Belli, il maestro Emilio Bianchi, Peppino Angelini, Florindo, Comelli, Chinetti, Feliciano Pierini, un universo umano ricco e variegato. Nello stesso periodo, anche le scuole di Urbania hanno allestito spettacoli teatrali che, nella cornice del teatro, acquistavano maggiore qualità e fascino.
Dal 1964 al 1968 per iniziativa del GAU si è svolta una sfida tra i 4 Rioni cittadini incentrata su spettacoli teatrali, una vera gara di creatività per conquistare il “Lumacone d’oro”, opera in ceramica dell’artista Federico Melis.
Le stagioni teatrali in scena al Bramante fino alla chiusura nel 1984 hanno sempre attirato un pubblico numeroso, non solo da Urbania ma anche dai paesi limitrofi. Si ricordano nomi importanti dello spettacolo, fra i tanti: Paola Quattrini, Massimo Girotti, Corrado Pani, Nando Gazzolo, Paola Pitagora, Valeria Valeri, Giuseppe Pambieri, Lia Tanzi, Aldo Reggiani, Andrea Giordana, il premio Oscar Gabriele Salvatore con il Teatro dell’Elfo.
Portatori di una cultura teatrale che è ripresa dopo la riapertura del teatro il 19 maggio 2001 e continua ancora.
Una favola di ieri e di oggi.

Pubblicazioni utili:

L’attività teatrale a Casteldurante-Urbania di Anna Maria Leonardi, ediz. “Il Palchettone” Urbania 1992

Teatri delle terre di Pesaro e Urbino
a cura di Fermo Giovanni Motta / mostra dei Teatri della Provincia di Pesaro e Urbino, 1997 edizioni Electa Milano

Teatri storici nelle Marche - Regione Marche Assessorato Cultura, a cura di E. Montemurro e T. Maffei- stampa Nuove ricerche Ancona, gennaio 2000

Bentornato Teatro Bramante a cura di A.Maria Leonardi e Feliciano Paoli, edito per la riapertura del teatro, 19.5.2001 - stampa Grafica Valdese S.Angelo in Vado, maggio 2001

Tutti in scena, 25 anni con il Palchettone di Anna Maria Leonardi, Stibu Urbania ottobre 2007

Note sul Teatro, l’Accademia e l’attività teatrale
(da una scheda di Barbara Rossi, dalla pubblicazione: “Tutti in scena, 25 anni con il Palchettone” di Anna Maria Leonardi, Stibu Urbania, ottobre 2007)


La vita teatrale delle Marche è stata vivace e intensa; il censimento di teatri, realizzato tra il 1865 e il 1868, registra ben 113 teatri (oggi circa 60) tra quelli in attività, in restauro e inutilizzati.
La tradizione teatrale di Casteldurante-Urbania è lunga ed appassionata; il suo primo spettacolo, una rappresentazione su S. Giovanni Battista, risale al 1488. Lo storico don Enrico Rossi esprime l’ipotesi che Federico da Montefeltro (1422-1482), nell’edificare in Casteldurante il palazzo ducale, vi apprestò un locale adibito a teatro. Nei primi anni del XVI secolo probabilmente si recitava nella corte. Gli atti consiliari riportano notizie dell’attività teatrale dall’anno 1587. Nel 1640, ormai inutilizzabile la sala del palazzo municipale per le recite, si richiede alla Granduchessa di Firenze il magazzino “della paglia”, dietro la chiesa di San Francesco, edificio fatto costruire dal duca Francesco Maria II della Rovere nel 1599 e fino a pochi anni fa chiamato “teatro vecchio”. Nel 1700 il popolo protestò per il degrado del luogo e nel 1725 si provvide a rinnovarlo, quando fu fondata l’Accademia del teatro, detta degli Acerbi, dal circolo letterario costituitosi in Urbania nel 1648. Grazie alla generosità dei membri dell’Accademia e al contributo del Comune, si poté avere un teatro pubblico a 2 ordini di palchi, i cui proprietari erano i cittadini che li acquistavano; nel 1726 si aggiunse un terzo ordine.


Negli anni del periodo napoleonico si sviluppò il melodramma anche nei centri più piccoli della provincia come Cagli e Urbania. Le stagioni d’opera iniziavano il 26 dicembre e proseguivano fino alla fine di carnevale; quindi riprendevano in estate, durante le fiere e le ricorrenze del patrono. Dopo la restaurazione pontificia e il Congresso di Vienna, le città furono dotate di teatri più rispondenti alle nuove esigenze; gli spazi dovevano essere tali da poter separare le classi sociali; gradoni e balconate lasciano il posto ai palchetti, i quali fanno assumere alla sala l’aspetto di “alveare”. Era la classe dirigente che provvedeva alle costruzioni e controllava la gestione dell’attività teatrale tramite società di condomini. Quando si trattò della costruzione del teatro Bramante in Urbania, il legame tra pubblico e privato fu molto stretto.
Il 3 marzo 1851 si riunisce la commissione municipale per il nuovo teatro, presidente Gostoli Cosmi. Una condizione urgente era rinvenire acquirenti dei palchi. Dalla perizia dell’ingegner Ercole Salmi del 1852 necessitano circa 6000 scudi, da ottenersi dai fondi comunali, dalla donazione del materiale del vecchio teatro e dalla vendita dei palchi; al resto penserà ancora il comune. I lavori iniziano nel 1854; il teatro si chiamerà “teatro della società NN”, poiché si costituirà una società di palchettisti, e il comune concorrerà come condomino per 3 palchi. Il teatro fu eretto sulla piazza del mercato, oggi piazza S. Cristoforo, nel luogo dei granai pubblici o magazzini dell’abbondanza. La sera dell’8 gennaio 1855 si pose la prima pietra e, sotto questa, fu murata una moneta d’argento raffigurante l’immagine di Pio IX.


La fabbrica, tutta in laterizi, misura 40 metri di lunghezza e 20 di larghezza; la facciata classica è decorata da un doppio ordine di semicolonne, doriche al piano terra, ioniche al piano superiore, fra cui si aprono tre portoni. Nell’atrio sono presenti 2 busti in gesso del pesarese Gai, raffiguranti Gerolamo Crescentini e Donato Bramante al quale la città di Urbania intitola il suo teatro. La platea contiene tre ordini di palchi con sovrastante loggione a balconata; i palchi sono in totale 44, 14 nel primo ordine e 15 nei restanti due. All’interno, una serie di medaglioni con le effigi di: Francesco Maria II della Rovere, Raffaello Sanzio, Gerolamo Crescentini, Donato Bramante, Filippo Ugolini, Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi. I quattro tondi sul soffitto, raffiguranti i quattro elementi della natura, sono di Lancisi di Sant’Arcangelo; gli ornati del Rossi di Cesena. Al centro del soffitto si trova il grande “foro” per la lumiera in cristallo, opera di F. Spugnini. Del corredo scenico, opera dei faentini Romolo e Tancredi Liverani, restano solo il sipario raffigurante la porta superiore di Urbania, oggi piazza S. Cristoforo, e due fondali, il “bosco” e la “reggia” con le rispettive quinte. Il teatro Bramante fu inaugurato nel 1864 con “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi.