Il Museo Diocesano

Il museo ha sede nell’ex Palazzo vescovile, solenne edificio che trova origine nell’abbazia benedettina di San Cristoforo del Ponte. Qui è conservata una rara e documentata raccolta di ceramiche che, grazie alle donazioni del compianto ceramologo don Corrado Leonardi, comprende numerosi esemplari della tradizione durantina-urbaniese dal Medioevo alle epoche recenti.

Non mancano nel percorso museale importanti testimonianze della storia della città, dai reperti archeologici a partire dall’epoca romana, alle argenterie, ai parati sacri, ai dipinti, agli affreschi.
La sezione ceramica illustra tecniche e stili locali dal ‘200 al ‘900, esemplificati da vasi, piatti da pompa, brocche e catini, manufatti destinati al decoro architettonico, anfore, acquasantiere e altre opere d’arte.

Museo Diocesano - Palazzo Vescovile via Urbano VIII, 7 - 61049 Urbania (PU) - direttore Raimondo Rossi
per visite: tel. 0722 312020 - 0722 319555 - cell. 347 1235586 (gradita la prenotazione)
museodiocesano@casteldurante.it - raimondo@casteldurante.it

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Il Museo Diocesano

Il Museo Diocesano è annesso alla Cattedrale (Duomo di Urbania), situato nel palazzo vescovile in via Urbano VIII, solenne edificio che trova la sua origine nell’abbazia benedettina di San Cristoforo del Ponte (fine sec. VI).
Gli interventi nel 1467 del cardinale greco Bessarione, quindi di mons. Ludovico Canossa dal 1513 al 1532; del card. Alessandro Farnese poi papa Paolo III, nel 1532, trasformarono il palazzo abbaziale mediante l'opera di Francesco di Giorgio Martini e di Gerolamo Genga in uno splendido edificio rinascimentale. I peducci delle volte a crociera sono segnati dagli stemmi dei Canossa (cane rampante con osso in bocca) e del Farnese (i gigli).
Il museo raccoglie opere d’arte storiche di carattere religioso e fa parte con la biblioteca e l’archivio della Fondazione “Istituto Culturale Diocesano” dovuta allo studioso locale e noto ceramologo don Corrado Leonardi.
Le collezioni si aprono con un “lapidarium” (epigrafi cimiteriali, reperti di epoca romana), segue quindi la sala degli argenti con ostensori, calici reliquari e cimeli in oro e argento.
Il Salone d’onore espone i ritratti dei Vescovi della Diocesi dal 1636 (quando Casteldurante diventò Urbania città e diocesi) al 1965. Da qui si passa negli appartamenti vescovili che fanno parte integrante del museo e che contengono affreschi, sinopie e tele di pittori manieristi metaurensi dal ’500 al ‘600, oltre a codici musicali in pergamena e a stampa.
Si prosegue con la Sala dei ricevimenti con decorazioni ottocentesche e la Sala delle Madonne con dipinti a tema.
Nelle sale di ceramica durantina sono raccolti pregevoli esemplari, iniziando da quelli di Castel delle Ripe (1200-1272), Casteldurante (1272-1636) fino alla produzione urbaniese degli ultimi secoli (1636-1999).
Nella 1^ sala si documenta, attraverso frammenti e pezzi interi, l’origine dell’arte figulina e dei colori tipici locali: manganese, ramina e blu.
La 2^ saletta contiene maioliche dei secc. XVI e XVII con esemplari di boccali e piatti del ‘500 a decoro prospettico e trigramma bernardiniano.
La 3^ saletta è dedicata al ’700, mentre la 4^ è riservata alla maiolica e alla terraglia dell’800, in gran parte prodotta dalla “Fabbrica Albani”.
Nell’ultima saletta è esposta la produzione maiolicara del sec. XX con pezzi dal 1900 al 1930 di Asdrubale e Amilcare Piccini e di Ubaldo Letizia e ceramiche degli anni successivi di Federico e Isa Melis, degli allievi della “Ceramica Piccolpasso” e degli artisti di oggi.
Il Museo Diocesano organizza serate culturali e musicali, conferenze sulla maiolica e presentazioni di volumi.

Pubblicazioni :

Guida per le Chiese di Urbania e Museo arcidiocesano - Corrado Leonardi
Urbania Edizioni Istituto Arcidiocesano - Arti Grafiche Stibu febbraio 2005