Nel 1944 Urbania ha subìto un disastroso bombardamento: portici, alcune chiese e altri monumenti sono stati distrutti o gravemente danneggiati

"Per non dimenticare"
Il bombardamento del 23 gennaio 1944

Scarica PDF

madonna delle nuvole

Un itinerario cittadino tra le chiese, i monumenti e gli angoli caratteristici

L’itinerario delle chiese e dei monumenti rappresenta un percorso ideale: è documentato il gotico (portale della chiesa dei morti); lo stile del Rinascimento civile e militare (chiesa del Corpus Domini, oltre ai palazzi ducali); il barocco (S.Caterina e S.Francesco); alcune espressioni del “liberty” ed esempi dell’architettura degli anni ‘20 del ‘900 (monumento ai caduti e altri edifici). Sono presenti opere di importanti artisti, dal Medioevo ad oggi, dai pittori riminesi del sec.XIV fino alla porta in bronzo della chiesa dello Spirito Santo, realizzata da Augusto Ranocchi nel 2007.

Chiese

LA CATTEDRALE
Già chiesa abbaziale di San Cristoforo del Ponte (sec. IX), della quale rimangono la torre campanaria romanica e alcune altre tracce. Ristrutturata dal Cardinale Bessarione, abate commendatario di Casteldurante, che nel 1472 vi portò la reliquia dell’omero di San Cristoforo in un’urna del Pollaiolo, fu rinnovata nella metà del ‘700 dall’architetto Giuseppe Tosi, con un pregevole intervento neoclassico.
La facciata è di Giuseppe Tacchi (1870), mentre il nuovo campanile (1958) è progetto dell’ingegnere Stefanucci.
All’interno, l’opera maggiore è il crocefisso di Pietro da Rimini (1320), nell’abside; sulla sinistra “Pentecoste” di Giustino Episcopi (fine sec. XVI), pittore durantino formatosi alla scuola del manierismo romano. Nella chiesa sono inoltre collocate opere di Giorgio Picchi: “Sant’Ubaldo” e la “Natività di San Giovannino” (fine sec. XVI) e di altri autori di ambito baroccesco.
La cappella di San Cristoforo conserva la statua del patrono in legno di fico policromo (1768).
Singolare la figura di Cristoforo, sorta di Ercole cristiano protettore dei viaggiatori e oggi degli automobilisti. In Urbania, già da primi anni ’20, si tiene il 25 luglio la benedizione degli autoveicoli con la reliquia del santo (l’omero sul quale Cristoforo portò il bambino Gesù attraverso un guado).
Fa corpo con la Cattedrale il Palazzo del Vescovo (secc. XIV-XV), sede del Museo Diocesano.

CHIESA DELLO SPIRITO SANTO - TEMPIO VOTIVO DEL BOMBARDAMENTO
Antistante alla cattedrale, già chiesa dello Spirito Santo, il tempio fu eretto per ricordare le vittime del disastroso bombardamento aereo subìto da Urbania il 23 gennaio 1944. All'interno Augusto Ranocchi commemora il luttuoso avvenimento con un grande mosaico realizzato nell'abside (1969) e all’esterno si può ammirarenella sua drammatica plasticità la porta in bronzo dello stesso artista (2007). La facciata è dell’architetto Del Mastro.
Scarica il libretto in formato PDF

CHIESA DI SANTA CATERINA GIÀ CONFRATERNITA DEGLI ARTISTI
La chiesa, sede della confraternita degli artisti, ha un ingresso costituito da due colonne doriche e fregi nel cornicione. All'interno la chiesa, tutta decorata di stucchi e di affreschi, è per intero opera di artisti durantini, a cominciare da Taddeo Zandrini, architetto della chiesa (1522); gli affreschi del soffitto raffiguranti le storie di Santa Caterina sono di Luzio Dolce, “Il trasporto di Santa Caterina” all’altare centrale è opera di Donnino Berti (1592); “I Profeti” nelle nicchie sono sculture di Tommaso Amantini, fra i più validi plasticatori e stuccatori del ’600, e del Raffaelli, mastro ceramista e stuccatore.

CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO
La struttura più antica è del XIII sec., il campanile del ’400, ma con impronta romanica; nell'atrio esterno si trova il portale attribuito a Lorenzo Ghiberti.
Fu rimaneggiata completamente nel XVIII sec. ed è considerata una riuscita espressione del barocchetto marchigiano. Di notevole interesse sono la grande pala dell’altare centrale di Giorgio Picchi “L’Assunzione della Vergine” (1582) e “L’Adorazione dei Magi” di Giustino Episcopi, pittore durantino. Nel primo altare a sinistra è conservata un’altra opera del Picchi “Il Presepe” e nel secondo la “Crocifissione” di Apolloni; l’organo della chiesa è opera di Arcangelo Feligiotti (1762). L’antico Convento francescano fu trasformato in seminario diocesano (1833-1848) attivo fino agli anni ’70, mentre il chiostro è stato affrescato con le storie di San Francesco da Giorgio Picchi (1570 ca.).
* La chiesa è chiusa alle visite dal 2008 per consolidamento struttura.

CHIESA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA
Dirimpetto a San Francesco, della chiesa, abbattuta nel 1905, rimangono solo un bel portale rinascimentale e un prospetto. Al museo civico si conservano le tre grandi pale degli altari dipinte da Claudio Ridolfi (1636) e Domenico Peruzzini (1650/1651). Nel Museo diocesano sono depositati quadretti e ornati lignei provenienti da questa chiesa.

CHIESINA DETTA "DEI CASSONI" O ORATORIO DELLA MADONNA MADRE DEL SALVATORE
Nel crocicchio dopo largo Paolo Scirri (ex piazza Padella) e prima del ponte dei Cocci, sorge una chiesetta, detta “della Madonna dei Cassoni” dal nome di un’antica famiglia del luogo.
Il piccolo oratorio conserva il delicato dipinto della “Mater Salvatoris”, di autore locale risalente al sec. XVIII. L’immagine è oggetto di culto popolare e viene esposta ogni anno a luglio nella antistante Piazza Padella, durante la festa del rione.
A Natale qui viene allestito un apprezzato presepe in miniatura.

CHIESA E CONVENTO DI SANTA MARIA MADDALENA
Questo monastero -dimnora delle monache benedettine- è di antica fondazione (VII sec.).
Nel 1576 la chiesa e il complesso furono restaurati. Vi si conserva, all’altare maggiore, la celebre “Maddalena penitente” di Guido Cagnacci (1637); agli altari laterali tele di Maurizio Sparagnini e di Giuseppe Luzi (XIX sec.). Vi si ammirano anche pregevoli opere lignee, fra cui una statua di San Rocco del 1534. La chiesa è oggetto di devozione popolare per l’effige di Santa Bambina festeggiata l’8 settembre.
* Per approfondimenti e altre informazioni: www.benedettineurbania.it

CHIESA E CONVENTO DI SANTA CHIARA
Il complesso, fondato nel ‘200 dalle Damianite di Assisi, fu rimaneggiato nel 1626 e ha ospitato le Clarisse fino al 1975. La parte più antica è affiancata al corpo costruito dall’architetto ducale Gerolamo Genga (sec.XVI), ora sede dell’Istituto tecnico commerciale per geometri “Francesco Maria II Della Rovere”. L’interno è affrescato da Luzio Dolci e Giustino Episcopi; il monastero da Giorgio Picchi (sec. XVI). L’edificio è coevo alle prime costruzioni di Casteldurante; fu una vera e propria fucina figurativa, legata ai duchi di Urbino alla famiglia e al conte Bernardino Ubaldini, che qui trova sepoltura.
L’interno della chiesa è ricco di opere d’arte, fra cui la pala dell’altare maggiore “Madonna col Bambino e Santi” capolavoro di Girolamo Cialdieri (1629), oltre a opere di Giovan Francesco Guerrieri, un affresco della scuola urbinate e opere dell’Episcopi (fine ‘500). A Natale qui viene allestito il presepe storico della città.
* La chiesa è chiusa alle visite (apertura durante il periodo natalizio per visita presepe).

ORATORIO DEL CORPUS DOMINI GIÀ SEDE DELLA CONFRATERNITA DEI FLAGELLANTI
L’interno è ad aula, con capitelli di reimpiego qui montati agli inizi del XVI sec. durante una ristrutturazione dell’Oratorio La chiesa è affrescata per la maggior parte da Raffaellin del Colle, noto pittore manierista (1535 ca.), con il ciclo de “I Profeti” e “Le Sibille”; dello stesso autore “Cristo risorto” e “La Madonna del Velo”. All’altare maggiore le tele “L’ultima cena” di Giorgio Picchi (1586). Il "Cristo morto” dell’altare maggiore è una scultura in legno del XV sec. opera di intagliatori dell’alta Val Metauro.

ORATORIO DEL CARMINE
L’oratorio della Madonna del Carmine esiste almeno dal 1478; piccolo, mimetizzato tra le case, conserva un notevole altare costituito da una cornice in travertino e sopra un affresco eseguito nei primi anni del ‘300 da Giuliano da Rimini raffigurante la Madonna in Trono con bambino, qui trasportato nel 1517 dalla contigua rocca abbattuta.
Nel 1604 Giorgio Picchi decorò le pareti con le storie della vita della Madonna.

CHIESA DEL SANTISSIMO CROCIFISSO (detta dell’Ospedale) - TOMBA DELL’ULTIMO DUCA DI URBINO
La chiesa, già oratorio della Neve nel ‘400, fu ricostruita agli inizi del XVII sec. dai frati Caracciolini (di S.Francesco Caracciolo), stabilitisi a Casteldurante per volere di Francesco Maria II della Rovere, ai quali lo stesso duca affidò la biblioteca ducale. Il convento, ampiamente rimaneggiato, è oggi sede dell’ospedale, mentre la chiesa, restaurata nel sec. XVIII, conserva al suo interno pregevoli dipinti, fra i quali una “Crocifissione” e la “Madonna con bambino” (o delle nuvole o popolarmente della neve), entrambi attribuiti a Federico Barocci (1604).
Sotto una acquasantiera di alabastro, è custodito il sepolcro di Francesco Maria II della Rovere, ultimo Duca di Urbino, che dispose la sua sepoltura in questa chiesa (1631). La sua salma fu poi trafugata in circostanze ancora oggi misteriose. * La chiesa è visitabile rivolgendosi alla Parrochhia Cattedrale

CONVENTO E CHIESA DEI CAPPUCCINI - Convento delle Clarisse
Complesso risalente nella forma attuale al 1758, posto su un colle sopra la strada per Urbino, è dal 1975 monastero delle Clarisse. In precedenza fu occupato dai padri Cappuccini e da loro edificato nel XVI sec. All’interno della chiesa si trova la “Madonna con San Michele Arcangelo e Francesco d’Assisi” (scuola baroccesca), all’altare di destra è custodita una “Madonna” di Pietro Tedeschi (1786).
Dal piazzale della chiesa si gode un bel panorama su Urbania e l’alta Valle del Metauro.

SANTUARIO DEL SANTISSIMO CROCIFISSO DI BATTAGLIA
Poco fuori dal centro di Urbania, in direzione Peglio, si trova il santuario di Battaglia, così chiamato in onore di Marino Antonio Battaglia da Urbania che volle edificare nel 1634 un piccolo oratorio dedicato al Crocefisso. Al suo interno, sull’altare centrale, è custodito il “Santissimo Crocifisso”, restaurato nel ‘700 da Martino Giovanni Doix.
In seguito ad eventi miracolosi avvenuti nel 1717, la devozione verso il Santissimo Crocefisso ebbe un grosso impulso e il complesso fu ampliato per renderlo più ricettivo ai pellegrini. Da settembre 2007 è visitabile il percorso esterno della Via Crucis con le 15 stazioni in ceramica realizzate dallo scultore Augusto Ranocchi.

Altri monumenti

PALAZZO COMUNALE
Distrutto l’antico palazzo comunale, il nuovo edificio fu completato nel 1557 da Antonio Penari di Como e da Gerolamo Genga. La torre campanaria (m 32,30) col “campanone”, è opera di Girolamo Onori di Sassoferrato (1561). Nella bella facciata, stemma in pietra di papa Urbano VIII; il portale in travertino è del 1620; al centro l’epigrafe che ricorda l’elevazione di Urbania al grado di città e diocesi (1636) per volontà dello stesso papa. Nell’atrio del Palazzo sono murati gli stemmi dei Duchi di Urbino. Lungo le pareti della sala consiliare al 1° piano, alcune lapidi ricordano gli eventi principali della città, fra cui quella dedicata a Guidantonio conte di Casteldurante (1424 ca.) e una in onore del conte Bernardino Ubaldini, benefattore insigne dei durantini.

PALAZZO DEL MONTE DI PIETÀ
Vicinissimo al Comune, all’inizio di via Ugolini, è attribuito a Gerolamo Genga. Fu eretto nel 1512 con la dotazione della duchessa Elisabetta Gonzaga per soccorrere la popolazione stremata da carestie e combattere il prestito a usura.

PONTE DEI COCCI
Così chiamato per le botteghe di ceramica che si trovavano nei pressi e perché, secondo la tradizione, i ceramisti lasciavano ad asciugare i vasi di terra (cocci) proprio sulle spallette del ponte. Da qui si fronteggia il Ponte dei Fantini, con l’arco ardito del 1866, il cui scorcio è di grande valore paesaggistico. I due ponti sono tra le immagini-cartolina più rappresentate e conosciute di Urbania.

PONTE DEL RISCATTO - RESTI DEL TEMPIETTO OTTAGONALE “DEL BRAMANTE”
Così chiamato per la presenza di un'antica rotonda eretta a devozione della Madonna del Riscatto o della Mercede. Il manufatto, che oggi non esiste più, era situato sopra un arco fra lo scoglio e il ponte, dove si vuole che il giovane architetto Bramante nel 1482 costruisse un tempietto ottagonale. Danneggiato nella seconda guerra mondiale, il tempietto è stato abbattuto e malamente ricostruito. Dal ponte si gode una splendida vista del Palazzo Ducale affacciato sul fiume Metauro; a pochi metri inizia il borgo storico e i vicoli della città antica (qui era Porta Celle e subito dopo si incontra la chiesa dei morti dove sono conservate le Mummie).

PIAZZA SAN CRISTOFORO E OBELISCO
Un tempo detta piazza del Borgo, al suo centro si innalza la colonna di San Cristoforo proprio sul luogo dove sorgeva la statua di Papa Clemente XIV. L’obelisco, alla cui sommità c'è la statua del santo patrono, fu eretto dalla comunità urbaniese nel 1870 come ex-voto per il terremoto del 1781 e per l’epidemia colerica del 1855.
Il modellino in gesso della statua è di Achille Stocchi, la fusione in bronzo di Cesare Castri, mentre la colonna fu scolpita da Antonio Pierini su progetto di Mariano Raffaelli.

GIARDINI PUBBLICI - FONTANA - MONUMENTO AI CADUTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Gli attuali Giardini pubblici, già “Parco della rimembranza”, sorgono nell’antico “campo bovario” dove nel 1889 fu sistemata una fontana in pietra. Dopo la prima guerra mondiale l’amministrazione comunale volle commemorare i caduti con un monumento realizzato nel 1926 dall’architetto Mario Egidi De Angelis e concepito "come un colombario di linee severe, ma già romanamente littorie".

Se vuoi approfondire con pubblicazioni e altre informazioni utili

Pubblicazioni :

Urbania Casteldurante alta val Metauro Feliciano Paoli, Tarcisio Cleri
Stibu Urbania giugno 1989

Urbania Casteldurante guida alla città A.A.V.V.
Edizioni Centro Studi "G. Mazzini" 1999, Fermignano (Bonita Cleri)

Guida per le Chiese di Urbania e Museo arcidiocesano Corrado Leonardi,
Urbania Edizioni Istituto Arcidiocesano - Arti Grafiche Stibu febbraio 2005

La passeggiata - Cenni sulla città di Urbania Giuseppe Raffaelli (manoscritto dell'800)
A cura di R. Rossi - Urbania Edizioni Istituto arcidiocesano - Arti Grafiche Stibu marzo 2007

Campane e campanili della diocesi di Urbania Corrado Leonardi
A cura di R. Rossi - Urbania Edizioni Istituto arcidiocesano - Arti Grafiche Stibu maggio 2008

Parrocchia Cattedrale San Cristoforo Martire
via del Duomo, 5 - 61049 Urbania (PU) Tel. 0722 319446 (Per visite e autorizzazioni Don Piero Pellegrini)

Museo Diocesano - Palazzo Vescovile
via Urbano VIII, 7 - 61049 Urbania (PU) - direttore Raimondo Rossi
per visite tel. 347 1235586 - 0722 312020 - 0722 319555
museodiocesano@casteldurante.itraimondo@casteldurante.it

Museo Civico - Palazzo Ducale
corso Vittorio Emanuele, 23 - 61049 Urbania (PU)
tel. e fax 0722 313151
www.marcheweb.com/museourbania - museo@marcheweb.com