Il Barco Ducale di Casteldurante Urbania, già luogo di caccia dei duchi
A 1 Km da Urbania, in direzione Sant'Angelo in Vado, si incontra il "Barco", luogo di caccia dei duchi di Urbino, che domina un'ampia area naturale di grande fascino con alberi e prati.
Il Barco di Casteldurante fu sede di villeggiatura per celebri umanisti e poeti del Rinascimento, tra i quali anche TorquatoTasso. Il sito è collegato al Palazzo Ducale da un miglio di fiume che cavalieri e dame risalivano in barca.
Verso la metà del '700, diventato convento, venne modificato internamente con l'inserzione della chiesa di San Giovanni Battista, su progetto di derivazione vanvitelliana.

Durante i recenti lavori di restauro sono stati riportati alla luce nella stanza del refettorio dei frati francescani, affreschi risalenti al '700, tra cui una "Ultima cena" del pergolese Gianfrancesco Ferri.
Il Barco ospiterà i laboratori del Museo Civico, attrezzati per corsi di artigianato artistico e di ceramica con sezioni di foggiatura, decorazione e restauro. Saranno esposti frammenti di maiolica, pezzi del revival durantino, ceramiche popolari, opere di Federico Melis e manufatti in raku.
Si prevede di destinare una parte del complesso ad usi ed eventi culturali di alto livello.
I laboratori del Museo al Barco Ducale fanno parte del circuito “Museo del Metauro” della Comunità Montana Alto e Medio Metauro, assieme al Museo della Città di Urbino e al Museo di San Francesco di Mercatello sul Metauro.
A destra disegno del forno a legna di Cipriano Piccolpasso da "Li tre libri dell'arte del vasaio" 1548
Barco Ducale - La pratica delle arti del museo
Museo del Metauro
località Barco - 61049 Urbania (PU)
tel. 0722 313151 (Museo Civico)
www.museodelmetauro.it
urbania@museodelmetauro.it
www.culturaceramica.it
info@culturaceramica.it
Pubblicazioni utili:
Il Barco di Casteldurante, Urbania Claudia Marini
Rivista notizie da palazzo Albani. Anno XIX n°1 - Argalia Editore, 1990
Biblioteca e Civico Museo Urbania - n°15 Le collezioni di Casteldurante dai Della Rovere agli Ubaldini
Il Barco di Casteldurante all'epoca dell'ultimo duca di Urbino - Sabine Eiche
Stibu Urbania, Edizioni Quattroventi - Urbino 2003
Museo del Metauro - Arte storia tradizioni e innovazioni - Urbino Mercatello Urbania
Libretto-guida a cura della Comunità Montana alto e medio Metauro - Grafica Vadese, 2007
IL BARCO DUCALE DI CASTELDURANTE - URBANIA
L'esistenza del Barco è legata ai duchi di Urbino che scelsero Casteldurante come residenza alternativa a quella urbinate e che, unitamente al Palazzo Ducale, privilegiarono questo luogo ameno per la caccia e lo svago di corte. Qui soggiornarono celebri umanisti e poeti della Rinascimento fra i quali anche Torquato Tasso. Sulla base di questa memoria è stato istituito nel 1994 ad Urbania il Premio letterario Metauro.Il Barco e il Palazzo Ducale si configurano come i due fulcri ducali, uniti anche da un tratto del fiume Metauro che permetteva il collegamento fluviale tra le due residenze.
Le origini del Barco -come sito- risalgono al 1465, quando il duca Federico da Montefeltro decise di trasformare un largo appezzamento di terreno in una riserva di caccia. Entro l'area prescelta si trovavano già dalla fine del 1200 un convento ed una chiesa, non più esistenti, dedicati a San Giovanni Battista, edificati dai francescani minori nelle vicinanze della riva del fiume. Nel corso degli anni, queste originarie strutture subirono modifiche ed ampliamenti, soprattutto all'epoca dell'ultimo duca di Urbino, Francesco Maria II Della Rovere. Egli elesse infatti come sua dimora stabile il Palazzo di Casteldurante e, a differenza dei suoi predecessori che vi scendevano solo nei mesi più caldi dell'anno, vi dimorava per intere stagioni.
Se in precedenza Francesco Maria II Della Rovere soggiornava nelle stanze del convento, alcune delle quali costruite per suo padre Guidubaldo II, dal 1594 cominciò a far edificare una casa, in più fece apportare modifiche al convento e realizzare un giardino privato indipendente, il brolo. La residenza, inserita nel più ampio e selvaggio parco di caccia, offriva le attrazioni di una campagna incolta, ma al tempo stesso addomesticata dall'uomo, che poteva coniugare scopi religiosi e intellettuali altrimenti impraticabili in una tradizionale riserva di caccia. Quando, nel 1631, l'ultimo duca di Urbino morì, tutto passò nelle mani dei francescani, pur rimanendo incerto il possesso dell'intera area del Barco, rivendicata dai frati ma posseduta dai duchi di Urbino da generazioni. A metà del 1700 si decise di sostituire le strutture del vecchio convento con un edificio costruito su un terreno più sicuro, ad una certa distanza dagli argini del fiume, realizzazione sollecitata anche dai gravi danni arrecati dal terremoto del 1741.
Il nuovo complesso è un ex convento edificato nella seconda metà del ‘700 nell'ampia area del Barco Ducale; fu progettato dal bresciano fra’ Giuseppe Antonio Soratini, monaco camaldolese e abile architetto, unitamente alla chiesa, iniziata nel 1759 e consacrata nel 1771.
Rimane come preziosa testimonianza del lavoro progettuale svolto in quest'epoca un modello ligneo conservato presso il Museo Civico di Urbania. Con la demanializzazione del 1866 il convento passò al Comune di Urbania che lo trasformò in ospizio per invalidi. Dopo la seconda guerra mondiale fino al 1990 venne utilizzato come casa di riposo per anziani; oggi, con il recente restauro, è stato adibito a sede di laboratori artigianali, quale parte attiva del Museo Civico al Barco Ducale. Si prevede un centro di pratica dell’artigianato artistico ceramico in memoria del durantino Cipriano Piccolpasso, maestro dei segreti della ceramica del Rinascimento e autore nel 1548 del fondamentale trattato “Li tre libri dell’arte del vasaio”, opera in cui si occupa della pratica della ceramica in Casteldurante. E’ stato realizzato inoltre un forno antico per la cottura della maiolica, seguendo i preziosi dettami forniti dal Piccolpasso. É anche grazie a questo illustre precedente che la tradizione ceramica durantina registra ancora oggi numerose botteghe e una finissima produzione. - Durante i recenti lavori di restauro sono stati riportati alla luce, nella stanza del refettorio dei frati francescani, affreschi risalenti al '700 tra cui un’ "Ultima cena" del pergolese Gianfrancesco Ferri. -Si prevede di destinare una parte del complesso ad usi ed eventi culturali di alto livello. ( La pratica delle arti del museo, località Barco 61049 Urbania (PU) tel. 0722313151-Museo Civico- www.culturaceramica.it )
Il restauro del Barco Ducale: arch. Claudia Marini - ing. Giampaolo Talozzi
La costruzione del “Nuovo Convento” (chiesa di S.Giovanni Battista) risale alla seconda metà del ‘700. L’Arch. Claudia Marini nel 1990, con la sua tesi di laurea, aveva documentato -ed il restauro attuale lo ha dimostrato- che in quell’ansa del Metauro nel ‘300 fu costruito un romitorio dei Frati Bichignani (Vecchio Convento). Federico da Montefeltro nel ‘400 circondò il luogo con un muro per farne un Barco di caccia.Nel XVIII sec. quando tutto andava in rovina, si decise la costruzione del nuovo Convento in un sito più consono utilizzando anche i materiali delle demolizioni. Il progetto di restauro e recupero architettonico del complesso è stato impostato su un accurato rilievo statico-architettonico che ha permesso di elaborare un progetto strutturale basato su tecniche tradizionali e non invasive ed un progetto di riuso che rispetta e valorizza le architetture esistenti. - Il progetto di restauro e recupero del complesso architettonico del Convento e Chiesa di San Giovanni Battista al Barco Ducale, è stato eseguito con il finanziamento dei danni del terremoto, art. 8 L.61/98 -Regione Marche Centro Operativo Programmi di Recupero dei Beni Culturali - Comune di Urbania.
GIORNATA DEL F.A.I. 2009 AL BARCO DI URBANIA
Nei giorni 28 e 29 marzo 2009 il Barco è stato aperto straordinariamente in occasione delle giornate nazionali del F.A.I.
Il monumento è stato visitato da oltre 2000 persone che hanno potuto apprezzare le fasi finali del restauro e le proposte del riuso.
