Vivere la città:

Nel nord delle Marche
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Nel nord della Regione Marche, nell’alta valle del fiume Metauro, nel 1636 Casteldurante, già dominio dei duchi di Urbino, Montefeltro e Della Rovere, diventò Urbania in onore di Papa Urbano VIII. La terra di Durante con una bolla pontificia fu elevata al grado di città “Amoenitate loci, humanitate civium” (per la bellezza del luogo e la civiltà degli abitanti).

Urbania è una cittadina vivace e piacevole da vivere. L’autenticità di sé, della sua storia e delle sue tradizioni, la cordialità e la spontaneità dei suoi abitanti sono la nota che la contraddistingue e che insieme a una ricca proposta turistica, invitano a soffermarsi e a tornare di nuovo.

Urbania

Molti i motivi per cui visitare Urbania

un prestigioso patrimonio culturale artistico e architettonico dal Palazzo Ducale al Teatro Bramante, dalla Cattedrale di San Cristoforo al Museo Diocesano, il Barco Ducale e il Cimitero delle Mummie; un importante tradizione sull’ artigianato locale in primis l’arte della Ceramica che con le sue maioliche rese famosa Urbania fin dal rinascimento, e oggi la tradizione di un tempo, con pregio viene riproposta dalle botteghe del luogo; un ricco e curioso ventaglio di proposte naturalistiche dagli itinerari in appennino alle attività del CEA San Martino in collaborazione con il Bosco dei Folletti; una cucina sapiente e genuina che offre gustosi piatti nel rispetto delle tradizioni di un tempo. Questi elementi vivono in un'unica cornice di cordialità e spontaneità degli abitanti che in maniera determinante contribuisce a far sentire l’ospite a casa.

Le quattro metamorfosi del nome

Urbinum Metaurense, 280 A.C. forse municipio romano, a pochi km dall'attuale abitato sul fiume Metauro,
Castel delle Ripe, dal primo medioevo al 1282, posto sulle colline e distrutto dai Ghibellini di Urbino
Casteldurante,1284 dal legato pontificio Guglielmo Durante che ricostruì sulle rive del Metauro Castel delle Ripe
Urbania, 1636 da Papa Urbano VIII che la elevò a città e diocesi "per la civiltà degli abitanti e la bellezza del luogo"

Un giglio, due chiavi, tre api: come un facile rebus

stemma urbaniaUn giglio, due chiavi e tre api sono, dal 1636, l’emblema di Urbania. La prima icona indica il partito guelfo in cui militarono Castel delle Ripe - per questo motivo rasa al suolo nel 1277 dalla vicina Urbino, ghibellina - poi Casteldurante, così ribattezzata dal nome del provenzale monsignor Guillaume Durand, il legato pontificio che la ricostruì nel 1284. Le chiavi incrociate e le api alludono al personaggio in omaggio al quale, entrata a far parte dello Stato della Chiesa, la città mutò nuovamente nome, chiamandosi Urbania: papa Urbano VIII - le chiavi, simbolo dei successori di S. Pietro - che prima di salire la sacra soglia fu Maffeo Barberini; le api (l'operosità) sono l'inconfondibile marchio della famiglia. La corona e l'alloro, che incorniciano lo stemma, indicano sovranità e nobiltà: il colore della città è il bianco-rosso.