La Ceramica:

La Ceramica
di Casteldurante
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Casteldurante, Urbania e la ceramica

" ...e la piccola tavola del tè era pronta con tazze e sottocoppe in maiolica di Castel Durante, antiche forme d'inimitabile grazia..."
Gabriele D'Annunzio (Il Piacere - libro I)

Nel ‘500 Casteldurante insieme a Urbino e Pesaro, produsse tra le più belle maioliche del Rinascimento. Nella cittadina metaurense ardevano all’epoca oltre 40 forni per una committenza italiana ed europea e spesso i maestri durantini lasciavano la patria per diffondere la loro arte. Il durantino Cipriano Piccolpasso scrive nel 1548 “Li tre libri dell’arte del vasaio” dettando le regole e i segreti del far ceramica.

Urbania

Casteldurante nel 1636 divenne Urbania; nel ‘600 e ‘700 valenti plasticatori e pittori proseguono la gloriosa tradizione, rinnovando l’arte con «l’eleganza delle sagome e la gentilezza dell’impasto».
In Urbania ancor oggi nelle nuove botteghe rivivono i colori e la ricchezza straordinaria dei vasi e dei piatti istoriati.

Urbania è riconosciuta nel ’94 “zona di produzione di ceramica artistica e tradizionale” dall’AICC (Associazione Italiana delle Città Ceramiche), primo comune delle Marche (Legge 188/’90).

Le ceramiche durantine sono state esposte nel ’96 al Parlamento Europeo a Strasburgo, nel ’97 alla Fiera del Turismo di Lipsia (Germania), nel 2007 a Praga, e tutt’oggi sono presenti in importanti gallerie d’arte e nelle più note fiere, italiane ed estere, del settore turismo e cultura.

Ci piace l’idea che la ceramica, prodotto così tipico che tanto caratterizza la zona dove viene creata, faccia parte di quel “genius loci” che esiste in ogni posto speciale.
Questo soffio creativo, questo spirito del territorio (un folletto del bosco, una ninfa metaurense o il puttino della nostra maiolica?) rende ciascun luogo unico e inconfondibile, da godere con animo grato come una ricchezza non materiale che fa star bene”.

Tarcisio Cleri