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Distrutto l'antico palazzo comunale, il nuovo edificio fu completato nel 1557 da Antonio Penari di Como e da Gerolamo Genga. La torre campanaria (m 32,30) col "campanone", è opera di Girolamo Onori di Sassoferrato (1561).

 

Palazzo Comunale

Nella bella facciata, stemma in pietra di papa Urbano VIII; il portale in travertino è del 1620; al centro l'epigrafe che ricorda l'elevazione di Urbania al grado di città e diocesi (1636) per volontà dello stesso papa. Nell'atrio del Palazzo sono murati gli stemmi dei Duchi di Urbino. Lungo le pareti della sala consiliare al 1° piano, alcune lapidi ricordano gli eventi principali della città, fra cui quella dedicata a Guidantonio conte di Casteldurante (1424 ca.) e una in onore del conte Bernardino Ubaldini, benefattore insigne dei durantini. Nel 2011 la facciata del Palazzo Comunale è stata completamente ristrutturata.

Palazzo del Monte di Pietà

Vicinissimo al Comune, all'inizio di via Ugolini, è attribuito a Gerolamo Genga. Fu eretto nel 1512 con la dotazione della duchessa Elisabetta Gonzaga per soccorrere la popolazione stremata da carestie e combattere il prestito a usura.

Ponte dei Cocci

Così chiamato per le botteghe di ceramica che si trovavano nei pressi e perché, secondo la tradizione, i ceramisti lasciavano ad asciugare i vasi di terra (cocci) proprio sulle spallette del ponte. Da qui si fronteggia il Ponte dei Fantini, con l'arco ardito del 1866, il cui scorcio è di grande valore paesaggistico. I due ponti sono tra le immagini-cartolina più rappresentate e conosciute di Urbania.

Ponte del Riscatto - Resti del tempietto ottagonale "del Bramante"

Così chiamato per la presenza di un'antica rotonda eretta a devozione della Madonna del Riscatto o della Mercede. Il manufatto, che oggi non esiste più, era situato sopra un arco fra lo scoglio e il ponte, dove si vuole che il giovane architetto Bramante nel 1482 costruisse un tempietto ottagonale. Danneggiato nella seconda guerra mondiale, il tempietto è stato abbattuto e malamente ricostruito. Dal ponte si gode una splendida vista del Palazzo Ducale affacciato sul fiume Metauro; a pochi metri inizia il borgo storico e i vicoli della città antica (qui era Porta Celle e subito dopo si incontra la chiesa dei morti dove sono conservate le Mummie).

Piazza San Cristoforo e obelisco

Un tempo detta piazza del Borgo, al suo centro si innalza la colonna di San Cristoforo proprio sul luogo dove sorgeva la statua di Papa Clemente XIV. L'obelisco, alla cui sommità c'è la statua del santo patrono, fu eretto dalla comunità urbaniese nel 1870 come ex-voto per il terremoto del 1781 e per l'epidemia colerica del 1855. Il modellino in gesso della statua è di Achille Stocchi, la fusione in bronzo di Cesare Castri, mentre la colonna fu scolpita da Antonio Pierini su progetto di Mariano Raffaelli.

Giardini pubblici - FONTANA - Monumento ai caduti della prima guerra mondiale

Gli attuali Giardini pubblici, già "Parco della rimembranza", sorgono nell'antico "campo bovario" dove nel 1889 fu sistemata una fontana in pietra. Dopo la prima guerra mondiale l'amministrazione comunale volle commemorare i caduti con un monumento realizzato nel 1926 dall'architetto Mario Egidi De Angelis e concepito "come un colombario di linee severe, ma già romanamente littorie".